Preoccupante : Ralstonia solanacearum o Pseudomonas solanacearum Agente dell’avvizzimento batterico del Pomodoro

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Bilancio fitosanitario dell'annata 2017 e importanza del monitoraggio per evitare la diffusione del patogeno

"E' la batteriosi del pomodoro più virulenta, la più temuta. Si conserva bene nel terreno - ha spiegato Testi - si conserva nell'acqua, nei residui colturali e nelle infestanti. Se si insedia in un territorio è facile trovarla per anni. E' un batterio termofilo, in tre razze. La uno e la due hanno bisogno di almeno 35-37 gradi, la razza tre è detta invece fredda. L'estate 2017 ne ha favorito lo sviluppo, alte temperature e forte siccità".

Nella primavera del 2007, per la prima volta in Italia, è stata ritrovata la Ralstonia solanacearum, agente dell’avvizzimento batterico del Pomodoro.

Circa 42 ettari, tutti in Emilia Romagna, i campi che sono stati completamente distrutti, come prescritto dal decreto di lotta obbligatoria. Al convegno organizzato dall'Oi del pomodoro da industria del Nord Italia che si è tenuto a Parma, il 20 novembre scorso, si è fatto un bilancio fitosanitario dell'annata 2017 ed è stato fatto il quadro della situazione sul batterio Ralstonia solanacearum, un'avversità da quarantena che preoccupa.
Importante, per evitare che il batterio si presenti nuovamente il prossimo anno, è curare il monitoraggio, cosa cui stanno pensando i consorzi fitosanitari, e segnalare tempestivamente ogni pianta sospetta.
CONTROLLO E DIFESA
Allo stato attuale non esiste nessun rimedio per combattere l’avvizzimento del pomodoro, perciò è
indispensabile un’attenta e completa applicazione delle misure di prevenzione quali:
1.
Coltivare in substrati esenti
da batteri ed utilizzare seme
 e materiale vivaistico sano;
2.
  Tenere disinfettati i mezzi di trasporto, i contenitori, i locali di raccolta e tutti gli attrezzi usati per fare dei
    tagli.
3.
Controllare le erbe spontanee presenti nelle immediate vicinanze delle coltivazioni, in quanto alcune di loro
sono potenziali serbatoi di batteriosi


Nel caso si presentino piantine affette da avvizzimento batterico è necessario:


  1.Prima di estirpare le piante infette, somministrare per via radicale (1 g/mq) e fogliare (200-300 g/hl)
prodotti a base di ossi cloruro e idrossido di rame, allo scopo di ridurre la carica batterica sulla vegetazione e sul terreno;
2.  Estirpare tutte le piante insieme anche ai frutti, senza attendere che dissecchino, prestando la massima attenzione ad asportare la maggior parte delle radici e poi distruggere tutto con il fuoco.
3.
Raccogliere tutti i residui vegetali e i frutti caduti sul terreno e trasportarli sul luogo della distruzione;
4.
Disinfettare il terreno utilizzando il vapore;
5.
Disinfettare la struttura, con ipoclorito di Sodio  al 5-7% del prodotto commerciale, o con Formalina al 2-5% di prodotto commerciale;
6.
Evitare, di coltivare solanacee suscettibili negli appezzamenti infettati, per almeno cinque anni;
7.
Se ci sono acque superficiali infette, queste non vanno assolutamente utilizzate per l’irrigazione e
vanno tempestivamente trattate con il cloro per eliminare il patogeno.

"Il patogeno penetra attraverso l'apparato radicale - ha detto ancora Valentino Testi - e invade il sistema vascolare della pianta portandola al collasso. Se la pianta si affloscia deve scattare il campanello d'allarme. Altro sintomo importante è il fatto che proliferano le radici avventizie".

C'è da temere per la diffusione sul territorio durante la prossima stagione? "Speriamo di no - ha risposto Testi al microfono di Agro Notizie - andiamo verso un mutamento del clima, ma spero che non ci siano le condizioni climatiche favorevoli alla diffusione. Chiaramente l'anno prossimo controlleremo i campi vicini a quelli infettati quest'anno. La malattia comunque per ora non è epidemica".

Fonti: Agro notizie


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