LA TOSCANA E L'ENOTURISMO UN MATRIMONIO CHE FUNZIONA

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L’enoturismo in Toscana è in controtendenza rispetto al dato non positivo a livello nazionale. A confermarlo è l’analisi che il Movimento turismo del vino Toscana ha fatto sul 13° rapporto sull’enoturismo.
Nel rapporto, vengono messi in luce alcuni aspetti su cui
Strade del vino e Comuni del vino devono ancora puntare, come ad esempio le applicazioni per smartphone (8 strade su 10 non ne hanno una) o addirittura un sito internet funzionale (in questo caso il 4% delle strade non avrebbe nemmeno un sito dedicato).

L’enoturismo in Toscana è un modello nazionale da seguire, dei quasi 14 milioni di visitatori nelle cantine italiane nel 2015 infatti, gran parte avrebbe visitato aziende vitivinicole toscane. Per non parlare del fatturato. La stima nazionale nel 2015 è di 2,5 miliardi di euro (senza considerare l’indotto) e anche in questo caso le cantine toscane avrebbero contribuito in maniera sensibile al fenomeno dell’enoturismo. «Finalmente abbiamo il numero delle visite nelle cantine italiane con oltre 13 milioni – commenta il rapporto Violante Gardini, presidente dell’Mtv Toscana - e l’ottimo rapporto redatto dal team del Corso in Wine Business dell’Università di Salerno diretto da Giuseppe Festa per le Città del Vino, ha introdotto un metodo di analisi molto approfondito ed è inoltre riuscito a fotografare la crescita dei flussi enoturistici e la trasformazione dell’escursionismo nelle località del vino in un passatempo che si ripete più volte nel corso dell’anno».

«Per gli italiani il turismo del vino è fatto di gite di prossimità, spesso entro i 100 chilometri che, in Toscana, si concentrano nelle località e nelle denominazioni più note – continua Violante Gardini - un nuovo stile di fare enoturismo più diffuso e meno elitario di un tempo, in altre parole non riguarda più soprattutto i “wine lovers”». La visita nelle zone del vino è anche un itinerario romantico per le coppie e un’escursione golosa per chi, e in Toscana sono tanti, vuole anche fare un pranzo tipico con gli amici, perchè non dobbiamo dimenticare che la Toscana come altre regioni italiane, vanta tipicità gastronomiche e olio di alta qualità. Molti dei visitatori che arrivano a Montalcino, Montepulciano, Radda o Bolgheri sono mossi dal desiderio di trascorrere i momenti liberi fuori delle città, in campagna. Desiderano vedere luoghi suggestivi e magari assaggiare cibi e vini che non conoscono scoprendo come sono fatti, per questo nella nostra regione, oltre alle visite nelle cantine crescono le wine class e soprattutto le scuole di cucina tipica.

A questa esperienza si aggiunge anche l'importante settore dell'artigianato, che a mio parere, va di pari passo con turismo ed enogastronomia, se consideriamo che vedere come si realizza un particolare manufatto, o come certe professioni artigiane si sono evolute nel tempo, completa un'esperienza unica per il turista italiano o estero che la vive.

Le cantine toscane socie del Movimento turismo del vino possono e devono collaborare alla stesura dell’indagine 2016 fornendo un campione di aziende dove l’accoglienza enoturistica è più evoluta e articolata cioè ha dato origine a pernottamenti in agriturismo, ristoranti e scuole di cucina, degustazioni speciali, team building – come detto dalla presidente dell’Mtv Toscana - la Toscana infatti è in grado di mostrare a pieno il potenziale di business e di occupazione che nasce dai flussi enoturistici». Un'opportunità unica di internazionalizzazione anche per aziende e per giovani che si vogliono avvicinare al settore con una visione 2.0.

Infatti da un report effettuato da Mtv sull’affluenza durante l’ultima edizione di Cantine aperte, si è notata una forte crescita dei giovani presenti.
Il 50% dei visitatori infatti sono compresi in una fascia di età che va dai 25 ai 40 anni, un dato in aumento rispetto all’edizione 2016. Di questi la maggior parte ha una formazione scolastica evoluta. L’
enoturista giovane preferisce poi muoversi in coppia o in gruppo, vivendo il momento della visita in cantina come relax, ma anche come crescita personale rispetto al tema del vino che negli ultimi anni è diventato uno status.
Vero che i "millennials" consumano di meno in termini di volumi, ma lo fanno soprattutto fuori casa e con maggiore attenzione alla qualità del prodotto finale.

Fondamentale per avvicinare le cantine alle esigenze dei turisti è l’interattività e la facilità nel reperire le informazioni relative ai servizi offerti soprattutto sui telefoni e tablet, come un’applicazione. La vera rivoluzione è infatti quella della georeferenziazione delle cantine: ogni appassionato, usando comodamente il suo smartphone o un tablet, dovrebbe poter accedere alle cantine ed essere in grado di raggiungerle con facilità

La visita nelle zone del vino è un itinerario romantico per le coppie e un’escursione golosa per chi, e in Toscana sono tanti, vuole anche fare un pranzo tipico con gli amici, per chi vuole un'esperienza a 360° nel mondo della Toscanità vera, fatta di buon cibo, vino, olio, strutture ricettive eccellenti, e persone che lavorano per creare esperienze di viaggio uniche.

Tania Pracchia

fonti: Movimento Turismo del Vino Toscana





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