Ennesima beffa: Sì al glifosato per altri cinque anni Via libera Ue, decisiva la Germania

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I paesi Ue riuniti in Comitato d’appello hanno votato a favore del rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida glifosato per cinque anni. Gli equilibri sono stati spostati dal voto positivo della Germania. A favore si sono espressi 18 paesi, 9 contrari, 1 astenuto. «Il voto di oggi dimostra che quando tutti vogliamo, siamo in grado di condividere e accettare la responsabilità collettiva nel processo decisionale», ha detto il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis. Il glifosato è l’erbicida attualmente più usato in agricoltura: sulla sua tossicità si sono per mesi scontrati gli esperti. Ora la commissione europea dovrà dare la risposta definitiva entro il 15 dicembre, data in cui scadrà la licenza per l’uso del prodotto chimico; l’intesa manifestata oggi orienterà di sicuro la decisione di Bruxelles.

La «fermezza» di Italia e Francia

Prima del voto odierno, le posizioni di partenza erano molto incerte: l’ipotesi ritenuta più probabile era di autorizzare l’uso della sostanza chimica solo per altri tre anni. Una linea «della fermezza» che era capeggiata da Italia e Francia. Il sì della Germania, che essendo il paese più popoloso dell’Unione ha un voto che «pesa» di più ha sbloccato l’impasse delle precedenti consultazioni, quando il governo di Berlino si era astenuto. «Abbiamo votato contro il rinnovo oggi perché siamo convinti che l’utilizzo di questa sostanza vada limitato. L’Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l’uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all’utilizzo zero del glifosato entro il 2020» ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. «L’Italia, insieme alla Francia, ha votato contro la proroga dei 5 anni. Noi eravamo per una soluzione più rapida di uscita dal glifosato, ma in ogni caso metteremo in campo tutte le misure atte a salvaguardare la salute e la sicurezza dei nostri cittadini» ha detto il ministro della Salute Lorenzin. A favore della proroga per 5 anni hanno votato anche quasi tutti i paesi dell’Est. Il Parlamento europeo, dal canto suo, aveva già approvato un provvedimento con il quale non solo raccomandava il limite dei tre anni ma includeva in questo periodo anche quello necessario ad esaurire la scorte del fertilizzante attualmente già stoccate.

Pareri contrapposti: Iarc contro Efsa

Il glifosato era stato inserito dallo Iarc (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) tra i prodotti considerati «probabilmente cancerogeni». A questo parere si sono sempre appellate decine di associazioni ambientaliste che chiedevano la messa al bando dell’erbicida brevettato dalla Monsanto. Una ricerca resa nota dal Journal of the National cancer institute e basata sugli effetti provocati su 90mila agricoltori americani che per anni hanno utilizzato il glifosato ha negato che esistano correlazioni tra questa sostanza e l’insorgere di tumori. Anche secondo L’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) il glifosato non è pericoloso per la salute, almeno nelle quantità in cui oggi lo ritroviamo negli alimenti che finiscono sulle nostre tavole.

Corriere della Sera

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