Consorzio Italiano Biogas e Federbio. Una proposta congiunta sul digestato.

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Si tiene in questi giorni Ecofuturo, il festival delle ecotecnologia, e si prospetta una possibilità concreta che il Consorzio italiano biogas e Federbio, la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, potrebbero presto collaborare alla creazione di un gruppo tecnico integrato per l’elaborazione di un vademecum che indirizzi al corretto utilizzo del digestato da biogas in agricoltura biologica. Il festival, sviluppatosi attorno all’impegno ecologista di Jacopo Fo, è promosso da Libera Università di Alcatraz, Giga, Coordinamento Free e Italia che cambia con il supporto del Consorzio italiano biogas come main partner.

Il
digestato da biogas viene da tempo utilizzato come ammendante naturale nelle produzioni biologiche e biodinamiche ed è già stato dichiarato conforme da un regolamento della Commissione europea del 2008. L’annunciato accordo tra Cib e Federbio, che prevedrebbe la costituzione di un gruppo tecnico integrato per l’individuazione di linee guida per la produzione di biogas coerenti con i principi dell’agricoltura biologica ed un corretto utilizzo del digestato, potrebbe tuttavia rappresentare un ulteriore stimolo all’impiego di questo biofertilizzante, che oltre alle già testate capacità nella restituzione di sostanza organica al terreno, ha anche una importante funzione nel contrasto ai cambiamenti climatici. Una soluzione che per il mondo dell'agricoltura, consentirebbe un miglioramento delle modalità di fertilizzazione del suolo, con un basso impatto ambientale e maggior tutela della salute.

Il biologico è in forte crescita, sia per una maggiore consapevolezza dei consumatori nei confronti del cibo che mettono sulle loro tavole, sia per l'opportunità che rappresenta per il futuro delle aziende agricole. E' di fatto una strategia vincente quella della collaborazione con chi adotta i principi dell'economia circolare, che comunque è la visione dell'agricoltura del futuro

La produzione di biogas secondo i principi di sostenibilità promossi dal Cib può favorire la restituzione di sostanza organica al terreno, che è uno dei principi fondamentali delle coltivazioni biologiche. Per questo un gruppo tecnico integrato tra Federbio e Cib può offrire una preziosa occasione per lo studio, l’approfondimento e la diffusione di tecniche e pratiche sostenibili per la produzione di biogas e per il corretto utilizzo del digestato nelle coltivazioni biologiche.

"La collaborazione tra Cib e Federbio, che potrebbe essere estesa anche ad altre associazioni, sarebbe un importante tafforzamento delle importanti iniziative già avviate, alcune delle quali proprio nell’ambito del lavoro che sta sostenendo Ecofuturo.spiega Piero Gattoni, presidente del Cib, Consorzio italiano biogas. "Il Cib sta già lavorando alla redazione di un manuale sul corretto utilizzo del digestato secondo i principi del Biogasfattobene® e sta dialogando con il ministero dell’Agricoltura per ampliare e rafforzare l’attuale normativa in materia".

L’agricoltura moderna applica i principi dell’economia lineare: prende, usa e getta. Ha bisogno dall’esterno di continui apporti di materie prime, che vanno esaurendosi, e produce rifiuti che non trovano corretta collocazione e finiscono per inquinare mari e fiumi. Un sistema agricolo così concepito non è sostenibile e pertanto destinato al collasso, specie sotto la crescente pressione demografica. Per sfamare quasi 10 miliardi di persone l’agricoltura dovrebbe essere in grado, in meno di 40 anni, di raddoppiare l’attuale produzione di soia e carne, e di incrementare di un terzo quella di cereali.

L’agricoltura moderna, inoltre, con l’utilizzo di fertilizzanti chimici che mancano di elementi organici preziosi, favorisce la perdita di sostanza organica del terreno, il che a sua volta comporta erosione del suolo, che diventa sempre più fragile, e favorisce inondazioni e frane sempre più diffuse sul nostro territorio. A causa dell’erosione si perdono ogni anno nel mondo 24 miliardi di tonnellate di suolo, che la natura riesce a ricostituire annualmente solo per una centesima parte: ciò vuol dire che la natura impiegherà 100 anni per recuperare ciò che l’uomo sta dissipando ogni anno.

Una risposta a questi problemi può venire dall’agricoltura circolare, ovvero dalla possibilità di recuperare le risorse sottratte al terreno ma ancora in circolo (i rifiuti, gli scarti) anziché importarle dall’esterno. Le risorse residue a disposizione sono gli scarti derivanti delle industrie agro-alimentari, dai reflui civili e dal letame delle stalle, sostanze esclusivamente organiche derivanti dalle attività di trasformazione e consumo dei prodotti agricoli. Recuperare queste sostanze crea un’agricoltura sostenibile che non ha bisogno, se non in parte, di risorse esterne (fertilizzazione chimica), preserva la fertilità del terreno grazie ad una ricostruita biodiversità, e inoltre consente di trovare un corretto impiego per scarti e rifiuti organici.

Il riciclo ed il riutilizzo sono fondamentali in agricoltura, per tutelare le ricorse idriche e del suolo, e per cercare di arginare l'impatto sul clima.



Tania Pracchia

fonti: Agronotizie, Consorzio Italiano Biogas






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