Agricoltura ed energie rinnovabili trend in crescita, ma dal 2030 si rischia la frenata.

09
10

Leggendo i dati della relazione annuale dell'Autorità dell'energia per il 2016, emerge che l'italia è un paese sempre più green e che anche la nostra agricoltura si sta adeguando in questo senso. L'anno scorso, infatti, il 37% dell'energia prodotta è stata verde, un'importante risultato.

La quantità di elettricità "pulita" incentivata ha superato i 66 terawattora, 1 TWh in più del 2015, per un costo di circa 13,6 miliardi di euro 1 miliardo di euro in più rispetto al 2015, coperti tramite la componente A3 della bolletta. In crescita l'eolico (+19%), mentre risultano in discesa rispetto al 2015 sia l'idroelettrico (-7,2%) sia il fotovoltaico (-3,7%).

In generale nel 2016 sale ancora la produzione nazionale lorda (+2,2% rispetto al 2015), raggiungendo i 289,3 terawattora e coprendo una quota del fabbisogno complessivo nazionale pari al 93%. All'aumento ha contribuito la produzione termoelettrica, che è cresciuta di circa il 4% rispetto all'anno precedente, coprendo di fatto il 62% della produzione totale.

L'impiego del gas naturale ha registrato l'incremento più significativo (+13,7%), mentre è consistentemente diminuito l'utilizzo del carbone (-17,6%) e ancor più quello dei prodotti petroliferi (-26,6%). In questo contesto sono diminuite le importazioni di energia dalla Francia (-14%), dalla Svizzera (-20%) e dall'Austria (-6%), mentre aumentano le esportazioni verso Malta e Grecia (+38%).

Bisogna però considerare che, senza pianificazione mirata del settore e senza politiche di incentivazione di lungo periodo, che rassicurino gli investitori, l'Italia non riuscirebbe a raggiungere gli obiettivi tracciati dall’Ue per il 2030, secondo un report della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2030 avremmo 20 TWh di energia pulita in meno rispetto a quanto previsto dall'Unione europea. Naturalmente questa problematica deve essere affrontata con azioni a 360°, per raggiungere gli obiettivi fissati.

Un approccio comune durante il periodo fino al 2030 aiuta a garantire la certezza normativa agli investitori e a coordinare gli sforzi dei paesi dell'UE.

Il quadro contribuisce a progredire verso la realizzazione di un'economia a basse emissioni di carbonio e a costruire un sistema che:

  • assicuri energia a prezzi accessibili a tutti i consumatori

  • renda più sicuro l'approvvigionamento energetico dell'UE

  • riduca la dipendenza europea dalle importazioni di energia e

  • crei nuove opportunità di crescita e posti di lavoro.

Inoltre, apporta anche benefici sul piano dell'ambiente e della salute, ad esempio riducendo l'inquinamento atmosferico.

Sono anche da considerare i costi del sistema energetico:

I costi non sono significativamente diversi da quelli che comporta il rinnovo di un sistema energetico obsoleto, in ogni caso necessario.

  • Si prevede che il costo totale del sistema energetico nel 2030 aumenti di un valore equivalente allo 0,15% del PIL dell'UE se gli obiettivi vengono raggiunti in modo efficiente rispetto ai costi.

  • Nel complesso vi è uno spostamento dai costi operativi (combustibile) ai costi in conto capitale (investimenti).

Anche l'agricoltura deve fare la sua parte, promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili nel settore agricolo, forestale e nell’agroindustria, ottimizzando i consumi e migliorando i risparmi, in particolare delle attività a più alta intensità energetica. È questo uno dei principali obiettivi del Protocollo di intesa firmato dal Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF), Giuseppe Castiglione, e il Presidente dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), Federico Testa.

Il Protocollo prevede una rafforzata collaborazione fra l’ENEA e MiPAAF per migliorare l’efficienza energetica nel sistema agricolo-alimentare, diminuirne gli impatti ambientali e rafforzare il trasferimento di know-how e metodologie innovative, anche attraverso attività di informazione e comunicazione sui consumi di energia, in ambito nazionale e regionale.

Il settore agricolo e agroindustriale consuma ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità per la produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, per il funzionamento delle macchine e la climatizzazione degli ambienti di produzione e trasformazione.

Secondo l’ultimo Rapporto ENEA sull’efficienza energetica, a livello Ue il settore agricolo-alimentare assorbe il 26% dei consumi finali di energia, mentre in Italia circa il 13%. Con opportuni interventi di efficientamento tecnologico, a livello nazionale si potrebbero ridurre del 25% i consumi di energia nell’irrigazione e fino al 70% nei sistemi di ventilazione e raffrescamento, con un ritorno degli investimenti compreso tra 5 e 7 anni.


Tania Pracchia

Fonti: teatronaturale.it, ENEA, MIPAAF

Il portale dedicato alle migliori aziende agricole italiane